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Il Monte Subasio si eleva maestoso e solitario tra la Valle Umbra, la valle del Tescio a nord e la Valle del Topino ad est e ne domina i dintorni con la sua imponente mole.

L’inconfondibile profilo arrotondato del Monte Subasio, definito dal Gortani, nel 1908, come “dorso di tartaruga”, rende la montagna facilmente individuabile nello skyline umbro e non solo. Infatti, il Subasio è un rilievo isolato dal resto della catena appenninica, con le tipiche praterie sommitali che occupano le vette principali del massiccio. La sua forma è caratterizzata da una struttura geologica di particolare interesse: è allungato NW-SE e con la forma sembra definire una grande “D”.

L’area sommitale del Monte Subasio presenta evidenti depressioni morfologiche di origine carsica, dette doline, dovute alla incessante e persistente azione dell’acqua che, data la natura calcarea della roccia che costituisce il rilievo, hanno modellato suggestive e imponenti forme del paesaggio. Queste depressioni sono chiamate con i termini locali di Mortari per la similarità con il mortaio da cucina.

Un aspetto storico legato alle doline è l’utilizzo che ne veniva fatto nei secoli scorsi per la produzione di ghiaccio; infatti, le doline venivano utilizzate per accumulare la copiosa neve che cadeva in inverno. Questa veniva poi ricoperta da ramaglia e terra per migliorare la conservazione. Oltre alle doline, sul Monte Subasio, sono molto evidenti anche delle buche artificiali che venivano utilizzate per lo stesso scopo, note come ghiaccioni o buche da neve. Le buche da neve, scavate anticamente, sono tuttora visibili e non sono da confondere con le doline di origine naturale.

Il rilievo e le colline circostanti sono attraversati da diversi itinerari escursionistici che costituiscono l'occasione per una conoscenza approfondita degli aspetti carsici di questa area dell’Appennino umbro-marchigiano e del forte legame fra uomo e territorio, che in questo luogo ha radici molto antiche. I sentieri sono, inoltre, un modo per vedere da vicino le numerose emergenze naturalistiche del territorio e, soprattutto, per venire a stretto contatto con la spiritualità francescana.

Dal 1995 una superficie di 7.169 ettari dei comuni di Assisi, Spello, Valtopina e Nocera Umbra rientra nel Parco Regionale del Monte Subasio. All’interno dell’area protetta è notevole la biodiversità animale e vegetale, con presenza di specie particolari endemiche presenti solo in questa parte di Appennino.

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